LA DIETA PROTEICA: trattamento dietologico efficace contro le adiposità localizzate

Quante donne lamentano l’estrema difficoltà di dimagrire “dalla vita in giù”, pur seguendo con scrupolo un regime dietetico ipocalorico e svolgendo una regolare attività fisica. L’organismo preferisce infatti, in assenza di un fortissimo dispendio energetico, bruciare il grasso situato in altre parti del corpo e piuttosto brucerebbe i muscoli che utilizzare riserve energetiche considerate “sacre” in quanto finalizzate alla gravidanza e all’allattamento.

Il grasso corporeo infatti non è tutto uguale nelle diverse aree anatomiche e risponde con effetto opposto agli stimoli ormonali, a seconda cioè della maggiore o minore rappresentazione di specifici recettori sulla superficie delle cellule adipose contenenti i trigliceridi.

I recettori adrenergici Beta-1 e 2 si attivano facilmente nelle condizioni di stress e in corso di un regime dietetico anche moderatamente ipocalorico: stimolati dalle catecolamine (adrenalina e noradrenalina) determinano un’aumentata produzione di AMP ciclico dentro la cellula che, a sua volta, stimola l’enzima lipasi ormonsensibile a scindere i trigliceridi in acidi grassi e glicerolo (lipolisi). I recettori Alfa-2 inibiscono invece lo “scioglimento” del grasso perchè, a differenza dei primi, rispondono con meccanismo esattamente contrario.

Non a caso sono proprio i recettori Alfa-2 quelli ad essere maggiormente rappresentati nel tessuto adiposo profondo della donna (soprattutto su base costituzionale) a livello dei fianchi, dei glutei, dell’area periombelicale e sovrapubica, delle cosce e della regione interna del ginocchio, che sono appunto tipiche aree di adiposità localizzata. Questo spiega i dimagrimenti “indesiderati” in zone limitate solo alle guance e alla parte superiore del corpo e la difficoltà, invece, a mobilizzare il grasso gluteo-femorale quando si esegue una classica dieta ipocalorica bilanciata.

Tuttavia è bene precisare che l’adiposità localizzata non è come la cosiddetta “cellulite” (più correttamente Panniculopatia-Edemato-Fibro-Sclerotica o PEFS) una malattia. Si tratta infatti di un aumento localizzato in volume (ipertrofia) e in numero (iperplasia) degli adipociti di un tessuto adiposo “sano”, senza cioè edema, dolore o alterazioni cutanee, a differenza di quanto avviene appunto nella “cellulite” (anche se tali quadri tendono molto spesso a coesistere, favoriti peraltro da uno scorretto stile di vita e, in particolare, da una non sana e corretta alimentazione!).

Esiste allora un protocollo dietetico efficace contro le adiposità localizzate e che possa magari migliorare anche il quadro della “cellulite” che spesso l’accompagna? Sì, la Dieta Proteica, che permette di intaccare proprio il tessuto adiposo profondo utilizzando la via fisiologica della chetogenesi controllata, con ridotta secrezione di insulina (che facilita l’accumulo di grasso) e aumento dei livelli di glucagone e GH. Il cambiamento del rapporto insulina/glucagone, a favore di quest’ultimo, favorisce quindi la riduzione volumetrica del tessuto adiposo proprio nelle aree fisiologicamente più resistenti.

Quando gli eccessi adiposi sono generalizzati non si può certo prescindere da un trattamento sistemico (dietoterapia) effettuato dal Dietologo, ma la Dieta Proteica ha sicuramente un ruolo sinergico, complementare e di supporto per i principali trattamenti di Chirurgia e Medicina Estetica contro le adiposità localizzate: la lipoaspirazione, la liposcultura e la laserlipolisi da una parte, e l’intralipoterapia, l’idrolipoclasia ultrasonica e la mesoterapia lipolitica dall’altra. Associare perciò la Dieta Proteica a tali interventi, per un periodo limitato e sotto stretto controllo medico, può costituire senz’altro un’arma in più in termini di velocità e consolidamento dei risultati ottenibili.

Da un punto di vista clinico, l’effetto mirato sulle adiposità localizzate, con protezione della massa magra e il mantenimento dell’elasticità delle pelle, sono importanti aspetti che consentono innanzitutto un “dimagrimento armonico”. Da un punto di vista pratico, la semplicità di gestione del protocollo e la facilità con cui il paziente, a differenza di altri regimi ipocalorici, raggiunge i risultati desiderati senza fame nè stanchezza, sono i veri punti di forza della Dieta Proteica.

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