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LE PROTESI MAMMARIE PIP

LE PROTESI MAMMARIE PIP

Nel corso degli ultimi mesi è “esploso” un caso internazionale sulle protesi PIP – si stima che ne siano portatrici 100.000 donne al mondo – sospettate, rispetto alle protesi di altre marche, di rompersi più facilmente, di consentire più facilmente la trasudazione del silicone in esse contenuto e di contenere un silicone di scadente qualità capace di evocare reazioni infiammatorie intense nei tessuti della paziente.

Pur non essendo direttamente coinvolta – presso Clinica Cittàgiardino le protesi PIP non sono infatti mai state utilizzate – la Direzione Sanitaria di questa struttura desidera esprimere la propria opinione sul merito in quanto ritiene suo compito fondamentale diffondere un’informazione seria e attualizzata che possa migliorare la professionalità e le cure offerte ai pazienti.

I risultati di alcune ricerche recentemente condotte in diversi Paesi  su pazienti portatrici di protesi PIP non consentono di affermare che queste protesi siano più pericolose di quelle prodotte da altre aziende ed in ogni caso non corrisponde al vero che le protesi PIP provochino il cancro e che le pazienti portatrici di tali protesi siano esposte a gravi ed imminenti rischi per la loro salute.

Mentre in Francia, Germania e repubblica Ceca le autorità suggeriscono l’asportazione indiscriminata delle protesi PIP, in molti altri Paesi (Regno Unito, Spagna, Brasile, Argentina, Colombia, Israele, Italia, Svizzera ed altri) le autorità consigliano una condotta prudente, basata su un approccio “watch and wait”, seguito da un monitoraggio clinico semestrale. La rimozione delle protesi è consigliata solo nei casi di lesione, rottura sospetta o certa (diagnosticabile con Risonanza Magnetica nucleare), o in presenza di conseguenze relative a dispersione di silicone (fenomeni infiammatori loco-regionali, adenopatie ascellari importanti etc.).

Il Direttore Sanitario di Clinica Cittàgiardino aderisce pienamente all’opinione espressa da AICPE (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica) e comunicata in una recente riunione al Consiglio Superiore di Sanità. Tale opinione appare, al momento attuale, in accordo con le linee guida che il Ministero della Salute dovrebbe emanare a breve, salvo contrordini dell’ultim’ora.

E’ un punto di vista, come detto, condiviso dalle Autorità Sanitarie di molti paesi alla luce delle uniche vere e solide realtà scientifiche di cui siamo oggi in possesso.

Schematicamente, per tutte le pazienti portatrici di protesi mammarie (e non solo delle protesi PIP), presso Clinica Cittàgiardino vige il seguente orientamento:

  • Visita di controllo semestrale ed eventuale esecuzione di ecografia mammaria e/o risonanza magnetica nucleare in caso di evidenza o semplice sospetto clinico di alcune complicanze (importante contrattura capsulare, sieroma, infiammazioni loco-regionali, adenopatie, lesioni evidenti o rottura certa della protesi).
  • Espianto delle protesi e, laddove non esistano controindicazioni, loro contemporanea sostituzione nel caso in cui l’esame clinico e/o le indagini radiologiche attestino o sospettino la presenza di una delle su riferite complicanze.
  • Le pazienti con sindrome ansiosa o condizioni psicologiche labili, ma con impianti integri, dovrebbero essere valutate attentamente, se necessario con l’ausilio di colleghi specialisti, e dovrebbe essere data loro la possibilità di sostituzione dell’impianto.