TRICOLOGIA: l’importanza di una corretta diagnosi

 I capelli rappresentano dai tempi più antichi un segno di femminilità per la donna e di vigore per l’uomo. Del loro valore simbolico deve pertanto tenere conto lo specialista che si trovi ad affrontare pazienti con disturbi a carico dei capelli e del cuoio capelluto.

La prima visita tricologica deve indagare quindi l’impatto che il disturbo ha sulla vita personale, sociale e professionale del paziente, richiedendo nei casi più complessi anche la collaborazione dello psicologo.

Segue il corretto inquadramento clinico del disturbo con l’esame obiettivo del cuoio capelluto e dei capelli ( ispezione clinica e dermatoscopica, pull test, acquisizione di foto cliniche e dermatoscopiche, ecc.).

Per confermare il sospetto clinico e/o escludere patologie associate, lo specialista raccoglie quindi un’accurata anamnesi personale e familiare generale e tricologica e solitamente prescrive degli accertamenti ematologici e talvolta una biopsia del cuoio capelluto.

Solamente l’elaborazione dei dati clinici, anamnestici, laboratoristici ed eventualmente istologici permette di formulare una diagnosi certa o presunta e di prescrivere al paziente una terapia appropriata.

Terapia personalizzata

A seconda del caso clinico in questione, la terapia dovrà essere la più personalizzata possibile e potrà avvalersi di farmaci topici o sistemici, integratori alimentari specifici, cosmetici, somministrazione di principi attivi mediante ionoforesi, terapie iniettive di biostimolazione del bulbo pilifero e nei casi più gravi tecniche di autotrapianto o ricorso a epitesi o protesi.

Terapie ambulatoriali effettuate presso Clinica Cittàgiardino

Ionoforesi

La ionoforesi permette di veicolare attraverso la pelle principi attivi farmacologici o cosmetici appositamente formulati in forma ionica e disciolti in un gel conduttivo neutro che viene applicato sulla superficie cutanea per veicolarli attraverso l’epidermide fino al derma grazie al campo elettrico creato da due elettrodi di carica opposta che rendono la pelle permeabile per circa il 99% alle sostanze utilizzate.

Rispetto alle terapie farmacologiche classiche, comporta un assorbimento sistemico di principi attivi del tutto trascurabile (inferiore all’1%) con assenza praticamente totale di effetti collaterali sistemici.

In ambito tricologico, consente di somministrare farmaci già conosciuti per la loro efficacia come il minoxidil, la finasteride, il latanoprost nell’alopecia androgenetica oppure l’idrocortisone e l’acido betaglicirretico nelle forme infiammatorie ad evoluzione cicatriziale.

Può essere abbinata ad altre terapie tricologiche, sia topiche che sistemiche, in base alla gravità del quadro clinico o costituire un’alternativa alle terapie classiche nel trattamento di patologie ad andamento cronico.

La ionoforesi è controindicata solamente nei portatori di pace maker e di protesi metalliche a causa del debole passaggio di corrente elettrica e durante la gravidanza e l’allattamento per la veicolazione di sostanze attive potenzialmente pericolose per il feto o il lattante.

Biostimolazione con polinucleotidi

La biostimolazione con polinucleotidi è una metodica terapeutica che consiste nell’infiltrazione del cuoio capelluto con un gel contenente frazioni di DNA a basso peso molecolare di origine naturale che svolgono un’azione trofica sui fibroblasti del bulbo pilifero. Viene stimolata in questo modo la produzione di fattori di crescita endogeni (VEGF, FGF-7) ad effetto rigenerativo sul bulbo che favoriscono il mantenimento dei capelli nella fase di crescita anagen contrastandone la caduta.

Trova indicazione nella maggior parte delle patologie tricologiche, dal telogen effluvium acuto e cronico all’alopecia adrogenetica soprattutto femminile, alle forme infiammatorie croniche, al crono e fotoaging del cuoio capelluto e può essere associata alle terapie tricologiche classiche sia farmacologiche che cosmetiche e alle tecniche di autotrapianto.

Biostimolazione con acido ialuronico e attivi

In numerosi disturbi tricologici cronici (defluvium cronico femminile, forme miste di alopecia androgenetica-defluvium cronico, crono e fotoaging del cuoio capelluto) trova indicazione anche la biostimolazione con preparati iniettabili in gel contenenti l’associazione di acido ialuronico e numerosi attivi quali vitamine, aminoacidi, zinco.

L’acido ialuronico è noto per la sua azione idratante e biostimolante a livello dermico e la stessa azione può essere sfruttata sul cuoio capelluto migliorando il benessere di cute e capelli.

Si rivela inoltre un ottimo veicolo, anche a rilascio controllato, per principi attivi che svolgono un’azione di nutrimento o di regolazione sul bulbo pilifero come vitamine del gruppo B, aminoacidi, zinco, peptidi.

L’azione sinergica di queste sostanze, fornite per via iniettiva al bulbo pilifero per lo più in due cicli terapeutici annuali di 3-4 sedute a cadenza mensile contribuisce a migliorare la vitalità del bulbo e il benessere globale dei capelli in associazione o meno ad altre terapie.

a cura della dott.ssa Cristina Zambelli Franz
Specialista in Dermatologia e Venereologia
Clinica Cittàgiardino, Padova

 

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