AUMENTO DEL VOLUME DEI POLPACCI

gambe femminiliL’intervento di aumento del volume dei polpacci consente di correggere l’ipotrofia muscolare dei polpacci derivante da uno scarso sviluppo costituzionale dei muscoli gemelli,  da traumi o da particolari malattie (es. poliomielite). Si realizza mediante l’inserimento di una protesi sotto la fascia muscolare restituendo alla gamba un miglior equilibrio della forma e delle proporzioni. Può essere eseguito su una o entrambe le gambe.

ESECUZIONE

  • Anestesia: locale o locale con sedazione.
  • Durata: da 1 a 2 ore
  • Procedura:
    • Incisione trasversale della lunghezza di circa 3-5 cm in corrispondenza della piega del cavo popliteo.
    • Creazione dell’alloggiamento della protesi sotto la fascia muscolare.
    • Inserimento della protesi.

PERIODO POST-OPERATORIO

  • Per qualche giorno: dolore più o meno intenso
  • Per circa un mese: gonfiore della zona trattata
  • 10 giorni dopo l’intervento: rimozione dei punti di sutura
  • Per i primi 10 giorni deve essere evitata la deambulazione.
  • Dopo 12 giorni  ripresa graduale  della deambulazione e dell’attività lavorativa.
  • Dopo 1 mese: ripresa dell’attività sportiva.

POSSIBILI COMPLICAZIONI

  • Ematoma: può insorgere nelle prime 12-24 ore dopo l’intervento; può richiedere la riapertura delle ferite per eliminare i coaguli.
  • Infezioni: sono rare e generalmente dominabili con gli antibiotici.
  • Retrazione della capsula periprotesica: si verifica, in una modesta percentuale di casi, in genere due-sei mesi dopo l’intervento, raramente anche a distanza di anni; consiste nell’ ispessimento e contrazione della capsula connettivale che l’organismo forma attorno alla protesi. Può essere causato da un’ eccessiva reattività individuale oppure da ematomi o infezioni postoperatorie. Può provocare talora una fastidiosa sensazione di tensione dolorosa e talora un’alterazione della forma della gamba. Qualora la retrazione della capsula periprotesica sia di grado marcato può essere opportuno eseguire un intervento correttivo consistente nella sua incisione o asportazione.
  • Spostamento delle protesi: può verificarsi per le seguenti cause:
    • sviluppo di un ematoma.
    • confezionamento di tasche di dimensioni lievemente diverse a causa di un’imprecisa esecuzione dell’intervento.
    • contrazione dei muscoli.
    • contrazione della capsula periprotesica.

    Lo spostamento della protesi può indurre asimmetrie poco evidenti, che non pregiudicano il buon risultato estetico d’insieme. In alcuni casi invece, può essere opportuno riposizionare la protesi.

  • Estrusione della protesi: in rari casi può verificarsi la fuoriuscita della protesi dalla pelle; tale evenienza è preceduta da un’infiammazione persistente che spesso suggerisce la rimozione della protesi prima della sua fuoriuscita.
  • Rottura della protesi (protesi morbide): si verifica raramente in seguito a gravi traumi locali.
  • Alterazione temporanea della sensibilità della cute in corrispondenza della faccia posteriore della gamba. Regredisce nel corso delle settimane successive all’intervento.

Le cicatrici cutanee residuate all’intervento sono generalmente poco visibili, anche perché situate in una piega naturale (solco del cavo popliteo).

  • Cicatrici ipertrofiche (arrossate e rilevate) che possono imprevedibilmente svilupparsi in pazienti con una eccessiva reattività cutanea o in caso di infezione della ferita andranno trattate con specifiche pomate ed eventualmente con infiltrazioni di cortisone.
  • Cicatrici inestetiche possono essere corrette con un intervento in anestesia locale dopo aver atteso un congruo periodo di tempo (8-12 mesi dall’intervento).

RISULTATI E LORO DURATA

L’effetto migliorativo è immediatamente apprezzabile. Il gonfiore successivo non rende peraltro valutabile il risultato per almeno due mesi. Il risultato definitivo risulta pienamente evidente sei mesi circa dopo l’intervento.

Il risultato è permanente.

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