Prevenzione e cura della caduta dei capelli

I Dermatologi di Clinica Cittàgiardino, coadiuvati dall’opera di uno Specialista Chirurgo Plastico specificamente dedicato, gestiscono ogni problematica relativa alla salute ed al benessere dei capelli: dall’individuazione ed eliminazione delle possibili cause della loro alterazione o perdita (sole, polveri sottili, disordini dietetici, farmaci, patologie internistiche, trattamenti del parrucchiere) alle cure mediche, biostimolanti e biorigenerative, fino al trapianto con le metodiche più aggiornate.

Il professionista di riferimento per i disturbi del cuoio capelluto e dei capelli è lo Specialista in Dermatologia che, attraverso un’anamnesi accurata, l’esame obiettivo – comprensivo di “pull-test” e acquisizione di immagini macroscopiche e dermatoscopiche – e l’eventuale ricorso ad analisi ematochimiche specifiche, può formulare una diagnosi e successivamente prescrivere una terapia di tipo farmacologico, rigenerativo (PRP, cellule staminali, poliucleotidi) o chirurgico, talora in combinazione.

  • Biostimolazione del cuoio capelluto con acido jaluronico e principi attivi
    L’inoculo con ago sottile di acido jaluronico nello spessore del cuoio capelluto consente di sfruttarne l’azione biostimolante sui bulbi piliferi. Esso può essere utilizzato da solo o come veicolo per introdurre principi attivi dotati di attività trofica o di regolazione sul bulbo pilifero quali alcune vitamine del gruppo B (biotina, calcio pantotenico, cianocobalamina, acido folico, nicotinamide, piridossina), la vitamina A palmitato (Retinyl Palmitate), aminoacidi, (arginina, cisteina, glutammina, glicina, ornitina), minerali come lo zinco, estratti vegetali che agiscono da competitors del diidrotestosterone e peptidi biomimetici che inibiscono l’apoptosi (morte) cellulare nella papilla dermica e promuovono l’angiogenesi nel cuoio capelluto.
    L’azione sinergica di queste sostanze, variamente associate tra loro nei diversi preparati, contribuisce a migliorare la vitalità del bulbo e il benessere globale dei capelli
    Solitamente si eseguono due cicli di trattamento annuali di 4-6 sedute a cadenza settimanale o bisettimanale associandoli eventualmente alle terapie tricologiche tradizionali, farmacologiche e cosmetiche, per ottimizzare i risultati.
  • Biostimolazione del cuoio capelluto con polinucleotidi
    I polinucletotidi – iniettati con ago sottile in forma di gel nello spessore del cuoio capelluto diradato – attivano alcuni recettori presenti nelle cellule della papilla dermica del follicolo pilifero – recettori purinergici A2 per l’adenosina – stimolando la produzione di fattori di crescita endogeni (VEGF, FGF-7) che svolgono un’azione trofica sul follicolo. In tal modo viene favorito il mantenimento dei capelli in fase “anagen” e quindi la loro crescita. La frequenza e il numero di sedute di biostimolazione con polinucleotidi viene stabilita dallo specialista dermatologo in base all’importanza del defluvium e all’eventuale presenza di patologie tricologiche associate.
  • Biorigenerazione con PRP (Plasma Ricco di Piastrine)
    Si tratta di una metodica di medicina rigenerativa. Il PRP  si ottiene centrifugando il sangue del paziente e isolando la componente plasmatica, ricca di fattori di crescita piastrinici. Il PRP inoculato nello spessore del cuoio capelluto, è efficace nel trattamento dell’alopecia androgenetica sia maschile che femminile, con aumento della densità dei capelli nelle aree diradate e dello spessore del fusto nella grande maggioranza dei pazienti trattati e miglioramento globale del quadro tricologico decisamente superiore a quanto finora ottenuto con le terapie mediche classiche (finasterde e minoxidil).
  • Autotrapianto di capelli
    consente di aumentare la densità di capelli in zone del capo (dette “riceventi”) dove essa è scarsa o nulla mediante l’autoinnesto di bulbi prelevati con tecniche diverse da regioni dette “donatrici”, in genere dalle regioni posteriori e laterali del capo dello steso individuo. I capelli trapiantati cresceranno esattamente come i capelli normali, “autoctoni”.
    L’intervento può essere eseguito in anestesia locale talora con aggiunta di sedazione e la sua durata varia da 2 a 6 ore.

 

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