LIPOFILLING E RINGIOVANIMENTO DEL VOLTO

I FILLERS a base di acido jaluronico sono utilizzati da anni in medicina estetica per correggere depressioni, solchi e rughe del volto. Il trattamento dura pochi minuti, è sicuro e dà risultati immediati. Purtroppo però, poiché tali fillers vengono progressivamente riassorbiti completamente da parte del nostro organismo, l’effetto, nel migliore dei casi, permane per 6-8 mesi.

Il LIPOFILLING, metodica tradizionale della chirurgia plastica, prevede il prelievo di tessuto adiposo da regioni quali i fianchi o l’addome, dove di solito è più rappresentato, la sua purificazione mediante centrifugazione e l’innesto nelle sedi  da trattare mediante  una sottile cannula del calibro di circa 1 mm, senza esito in cicatrici apprezzabili. Questa procedura si esegue ambulatorialmente, di norma in anestesia locale.

Cosa produce il tessuto adiposo innestato?

Il tessuto adiposo, di cui normalmente ci vogliamo sbarazzare, è un tessuto ricchissimo in cellule, alcune delle quali hanno capacità differenziativa secondo la sede di innesto. Analisi di campioni di lipoaspirato hanno dimostrato la presenza di cellule endoteliali, leucociti ed altri elementi cellulari, definiti complessivamente Stromal Vascular Factor (SVF). Studi sperimentali hanno inoltre dimostrato la capacità  di tali cellule di differenziarsi (trasformarsi) sia in fibroblasti, cellule della pelle che producono acido ialuronico, sia in cellule endoteliali, che compongono i vasi sanguigni.  Il blando processo infiammatorio localizzato conseguente al lipofilling stimola i leucociti a produrre fattori di crescita (VEGF, IGF) che inducono alla nascita di nuovi fibroblasti.

L’innesto di tessuto adiposo a livello del volto ha dunque due scopi principali

  • riempimento volumetrico di aree depresse, solchi e rughe, come un filler “naturale” (indicato in particolare nelle pazienti allergiche)
  • stimolazione della neogenesi di fibroblasti capaci di rilasciare elastina, collagene e acido ialuronico (biostimolazione).

Il lipofilling migliora i contorni ed i volumi del volto e  al tempo stesso migliora l’aspetto della cute, prevenendone assottigliamento ed invecchiamento. Offre inoltre il vantaggio di un risultato stabile e duraturo nel tempo, senza necessità di essere ripetuto nel tempo.  Tra le applicazioni principali ricordiamo la correzione dei solchi orbitari (occhiaie), dei solchi nasogenieni (o nasolabiali), dei solchi labio-mentonieri (“rughe delle marionette”), la ridefinizione degli zigomi e l’aumento volumetrico delle labbra. In generale può essere usato per  “rimpolpare” un volto scavato ed assottigliato a causa dei normali processi d’invecchiamento.

Recenti studi ed applicazioni hanno infine dimostrato l’utilità di tale trattamento nel migliorare la qualità della cute a livello del volto (specie la regione periorale)  in pazienti affette da sclerodermia sistemica o da altre patologie della cute caratterizzate da atrofia e scarsa elasticità e tendenza all’ulcerazione.

A cura della Dr.ssa Rossella Sferrazza
Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica

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