donna allo specchio pettina i capelliNella stagione autunnale, la maggior parte degli adulti lamenta una maggiore perdita dei capelli che al mattino si ritrovano numerosi sul cuscino o tra i denti di pettine e spazzola e si staccano in abbondanza durante lo shampoo.

Ciò è dovuto al prevalere del numero di capelli che cadono al termine della fase telogen rispetto a quelli che iniziano la fase di crescita anagen.

Si tratta del cosiddetto “defluvium stagionale” che il dermatologo diagnostica mediante il pull test – semplice trazione di alcuni capelli con le dita – e un’accurata anamnesi. Di norma il defluvium stagionale si risolve spontaneamente ma spesso accompagna o aggrava patologie come l’alopecia androgenetica, il defluvium cronico o il diradamento dovuto all’invecchiamento del follicolo pilifero.

Un approccio innovativo al defluvium stagionale consiste nella biostimolazione del cuoio capelluto con polinucleotidi, iniettabili in forma di gel nello spessore del cuoio capelluto delle aree diradate.

Come dimostrato da studi recenti, i polinucleotidi attivano alcuni recettori presenti nelle cellule della papilla dermica del follicolo pilifero – recettori purinergici A2 per l’adenosina – stimolando la produzione di fattori di crescita endogeni (VEGF, FGF-7) che svolgono un’azione trofica sul follicolo. In tal modo viene favorito il mantenimento dei capelli in fase anagen e quindi la loro crescita.

La frequenza e il numero di sedute di biostimolazione con polinucleotidi viene stabilita dallo specialista dermatologo in base all’importanza del defluvium e all’eventuale presenza di patologie tricologiche associate.

Dott.ssa Cristina Zambelli Franz
dermatologa
Clinica Cittàgiardino Padova