La seconda vita del botulino

Brutta nomea per un farmaco quella di essere al servizio non di una terapia ma di uno sfizio. Un medicinale da salotto e non da ambulatorio. In realtà il suo utilizzo nella medicina estetica è piuttosto recente e non è neppure il principale. Perché il botulino vive un’esistenza parallela rispetto alle cure «anti aging». Il suo primo impiego è stato in oculistica, come terapia per correggere lo strabismo. E oggi sono numerosi gli usi medici in campo neurologico (distonie, tic, sudorazione eccessiva, certe forme di emicrania cronica), dermatologico (acne, psoriasi), urologico (incontinenza) e addirittura psichiatrico: secondo recenti studi clinici il botox è efficace anche per combattere la depressione.

Continua a leggere

Condividi

Lascia il tuo commento